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17mila visite nei monumenti di Porto Torres e dell'Asinara

Nel fine settimana appena trascorso tanti appassionati hanno ascoltato i racconti degli studenti

| di Redazione
| Categoria: Arte
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Sono state 16.756 le firme apposte sui registri dei ventisei monumenti inseriti nell’edizione 2015 di Porto Torres Asinara Monumenti Aperti. La manifestazione organizzata dal Comune di Porto Torres in collaborazione con la Soprintendenza per i beni archeologici, l’Ente Parco Asinara, gli operatori culturali, gli istituti comprensivi 1 e 2 e l’istituto d’istruzione superiore “Mario Paglietti”, le associazioni e i volontari, ha attirato nel fine settimana appena trascorso tantissimi appassionati sia nei siti sempre aperti al pubblico sia in quelli resi fruibili solo per l’occasione.

L’evento, programmato nell’ambito del circuito ragionale di Monumenti Aperti, si è svolto in città per il quinto anno consecutivo. Il sito con più presenze è risultato essere quello dell’Area archeologica di Turris Libisonis con il Palazzo di Re Barbaro, la Domus di Orfeo, le Terme Maetzke, la Domus dei Mosaici marini e le Terme Pallottino (1653), seguito dall’Antiquarium Turritano (1391), dal Palazzo del Marchese (756), dal Museo del Porto (707) e dal Rifugio antiaereo De Amicis (684). Un buon flusso si è registrato anche nell’Atrio Metropoli della Basilica di San Gavino (562), dove l’ingresso era limitato per ragioni di sicurezza a gruppi di massimo dieci persone alla volta. Tanti i visitatori che hanno ascoltato i ragazzi raccontare la storia della Basilica romanica di San Gavino, della cripta, delle chiese di Balai vicino e lontano, e che hanno ammirato i bellissimi lavori didattici svolti dagli alunni all’interno della Scuola De Amicis, nelle chiese di Cristo Risorto e della Consolata, dove sono stati approfonditi non solo gli aspetti storici e artistici, ma anche gli aspetti sociali legati ai siti. In molti casi gli studenti si sono cimentati nelle visite guidate in lingua straniera e anche in lingua turritana. Numerosi i curiosi e gli appassionati che hanno ascoltato le esposizioni sulle peculiarità architettoniche del Ponte Romano, le particolarità delle Tombe ad arcosolio del Nautico, dell’ipogeo di Tanca Borgona, della necropoli di Su Crucifissu Mannu, gli utilizzi delle fornaci dell’area Ferromin e della Batteria antinave di Ponte Romano. I monumenti sono stati aperti domenica anche all’Asinara. Il traghetto della linea pubblica ha viaggiato a pieno carico. L’area dei siti dell’isola parco (Cappella Austroungarica, Ossario, Carcere e Domus de janas di Campu Perdu) ha registrato in tutto 726 visite, ospitando due esibizioni del Coro Polifonico Turritano e l’archeotrek con l’associazione Atena e il botanico Gianpaolo Demartis, il quale ha fatto da cicerone lungo i sentieri di Cala Reale e Campu Perdu per spiegare le caratteristiche delle essenze arboree dell’Asinara. Nel corso della “due giorni” culturale sono state diverse le iniziative collaterali in città. La chiesa di Cristo Risorto è stata affollata da persone che hanno ascoltato le bellissime note risuonate nell’edificio di culto grazie alla voce di Maria Luisa Congiu, durante il concerto organizzato dai Cantori della Resurrezione. I più giovani hanno apprezzato la visita al maneggio dell’Asd Equitazione Porto Torres ai piedi del Ponte Romano. La via Mare si è riempita di colori e opere grazie agli artigiani e all’iniziativa enogastronomica “proMuoviamoci al Porto”. I visitatori hanno preso d’assalto anche il bus turistico gratuito dell’Atp, che effettuava fermate nei principali punti d’interesse o in prossimità dei monumenti.

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